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	<title>Laici Missionari Comboniani &#187; Agrigento</title>
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	<description>Coordinamento LMC Italia</description>
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		<title>Sono andata nella terra delle aquile&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 19:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Al rientro della nostra permanenza in Albania, non riuscivo a mettere in ordine tutte le emozioni vissute, neanche a lasciare le impressioni e i ringraziamenti per le motrat (“suore”) sul libro dove gli altri avevano scritto le sensazioni personali di quel luogo. Sentivo tutto ovattato e gelatinoso, come se da una parte volessi ricordare, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4846.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2232" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4846-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Al rientro della nostra permanenza in Albania, non riuscivo a mettere in ordine tutte le emozioni vissute, neanche a lasciare le impressioni e i ringraziamenti per le <em>motrat</em> (“suore”) sul libro dove gli altri avevano scritto le sensazioni personali di quel luogo.<br />
Sentivo tutto ovattato e gelatinoso, come se da una parte volessi ricordare, mentre dall’altra volevo cancellare la sofferenza provata nell’incontro con la donna, il bambino, l’uomo, profanati nella dignità di creature umane e divine. Anche a parlarne con gli altri mi sembrava quasi di violare l’intimità ferita di questo popolo.<br />
Dal cuore pungenti lacrime stillano di dolore e di nostalgia per i volti conosciuti e lasciati, volti cari e segnati, volti coronati di fiero orgoglio per l’appartenenza ad un popolo di antiche tradizioni.<br />
Albania, antica Illiria, ricca di cultura, di sentimento religioso. <em>Shqipëri</em>, che significa “Nido delle aquile”, dimenticata nella sua sudditanza turca, soffocata dalle mire degli stranieri e infine stritolata dalla dittatura. Uomini e donne di alti valori spirituali e civili, vennero travolti e annientati nel corpo e nello spirito.<span id="more-2229"></span><br />
Visitare Scutari «&#8230;parte integrante dell’Albania, centro di antica cultura, di tradizioni, di solidarietà&#8230;» e scoprire le atrocità cui furono sottoposte migliaia di persone, civili e religiosi, musulmani e cristiani, in nome di un’ideologia comunista ed atea, che mirava a togliere l’identità storica, religiosa e umana di un popolo.<br />
Entrare in quelle celle umide, strette, buie, e nel silenzio sembrare di udire i gemiti di afflizione, le grida per le torture, la voce fioca ma sicura della vergine martire Maria Tuci che, dilaniata dai suoi aguzzini, mai abiurerà e resterà fedele al suo Dio.<br />
Le Clarisse adesso risentono in quei luoghi, nel silenzio della preghiera, i sospiri pesanti di quelle vite purganti e, togliendo ciò che di claustrale doveva rimanere, si mostrano senza grate, coi loro volti sereni e pieni di Dio a chi cerca ascolto, conforto e sostegno.<br />
Albania, terra rigogliosa di piante lussureggianti, con fiotti di fiumi che si adagiano su laghi rossi al tramonto, con piccoli villaggi intercalati come piccoli presepi, con le casettine dai comignoli sporgenti, i tetti spioventi e cadenti, le stalle fatiscenti e ogni tanto una villettina linda, ordinata che sembra uscire fuori da quel contesto misero, come una rosa altera in mezzo a umili margherite di campagna.<br />
Strada, strade, cammino, incontri&#8230;<br />
<a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4948.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2233" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4948-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a>Ripenso al primo incontro con Rosa, donna dai fieri e sofferti tratti, dalle generose mani, dalla fede autentica, forte, eroica, che è sopravvissuta alle angherie dittatoriali, conservando nel buio della notte la sua tradizione cattolica e consolando nel corpo e nello spirito chi le tendeva la mano&#8230;<br />
Tra le mani ho la maglia lavorata da Liliana, splendida mamma di Daniele, bimbo speciale ai suoi occhi e a quelli di Dio, ma imperfetto a quelli del mondo; la sua sensibile generosità la rende simile ad una pomelia profumata, pura e grata a Dio per la nuova vita di cristiana, novella perla preziosa.<br />
E Paola, dolce Paola, dagli occhi grandi, enormi, pieni, pieni di gioia, di tristezza, di stupore, di amore; amore per mamma, per papà, per Giulio, anche lui bimbo speciale, amore per tutti, amore per Gesù, il suo Gesù che incontra appena può nella cappella delle care <em>motrat</em>.<br />
E tu piccola Angirè? Cosa farai adesso? Ti immagino vicino alla fontana, col tuo sorriso disarmante, le tue ciocche dorate ribelli, la tua tristezza di adolescente cresciuta troppo in fretta, impaurita, ma coraggiosa nel difendere i tuoi diritti mancati. Indosso il tuo fermacapelli, tesoro della tua povera vita, tesoro per la mia ricca vita, tesoro che ci unisce, tesoro di vita.<br />
<a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4916.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2231" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_4916-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E tutti i piccoli incontrati per la strada, gioiosi, cantilenanti, bimbi come tutti i bambini del mondo. Ma in particolare, ritornano prepotentemente alla mente i bimbi di Elbasan: passerotti cinguettanti che si avvicinavano a noi, prima timidi, e poi avvinghianti cercavano amore. Le care figlie di madre Teresa vigilano e danno il cuore, cercando di inventarsi per loro, le famiglie che essi non hanno mai avuto.<br />
Famiglie&#8230; Le care famiglie conosciute, novelli cenacoli d’amore, crescenti chiese domestiche, raccolte e chiamate all’ovile del Regno dalle care sorelline del Vangelo: Silvia, Francesca, Margherita, Lidia, semplici ed umili primule del campo di Dio, infaticabili apostole, che con amore e abnegazione condividono la loro vita con la gente, per le case, per la strada, facendo della loro dimora la casa di tutti.<br />
Ma è ora di partire, tutto è pronto, bagagli, cibo e acqua per il viaggio, solo il cuore non è preparato, resiste alla partenza, soffre in un angolo remoto; ma un cuore alato lo solleva, lo porta in alto e lo accompagna: apro gli occhi e vedo Ida, cara, dolce Ida che piangendo mi dice nel suo incerto italiano “arrivederci”. <em>Faleminderit</em> “grazie”.<br />
<em>Mirupafshim</em> “arrivederci” cara amica, forte donna; grazie per il tuo abbraccio sincero, per la giovane e antica amicizia, per l’amicizia di due donne che si incontrano negli occhi, nello sguardo, l’amicizia del tempo delle donne, l’amicizia dell’eterno&#8230;<br />
E mentre come gocce di rugiada le lacrime sgorgavano dagli occhi, la strada cominciava a dividere la nostre vite, ma non le nostre anime, che si incontrano in LUI al di là dello spazio, al di là del tempo.<br />
<em>Faleminderit</em> e <em>mirupafshim</em> Shqipëri, nido delle aquile, nido di cuori.</p>
<p>Anna Rita</p>
<p>
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		<title>Accendi una candela</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 11:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[In ricordo del naufragio del 3 ottobre 2013, avvenuto a Lampedusa ed in cui hanno perso la vita 368 Migranti, e di tutte le morti nel Mediterraneo, vi proponiamo di accendere una candela e di porla sul davanzale della finestra rivolta verso il mare. Una Messa in loro memoria sarà celebrata venerdì 3 ottobre alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/candele-sul-mare.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2041" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/candele-sul-mare-150x150.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>In  ricordo del naufragio del 3 ottobre 2013, avvenuto a Lampedusa ed in  cui hanno perso la vita 368 Migranti, e di tutte le morti nel  Mediterraneo, vi proponiamo di accendere una candela e di porla sul  davanzale della finestra rivolta verso il mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Una Messa in loro memoria sarà celebrata venerdì 3 ottobre alle ore 18, presso la Chiesa di S. Leone (AG).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anna Rita e Angelo<br />
Laici Missionari Comboniani, Agrigento</p>
<p>
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		<title>Comboniani &#8220;en camino&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 18:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia comboniana]]></category>

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		<description><![CDATA[Appunti di viaggio verso Santiago de Compostela Dal 3 all’11 agosto scorsi a fare il Cammino di Santiago, su complessivi 32 partecipanti, gli italiani siamo in sei: sr. Rosmary, Benedetta, Angelo, Delio, Lorenzo, Angelo “baffo”. L’itinerario prevede la partenza da Sarria e la percorrenza dei circa 120 km che separano quest’ultimo centro da Santiago de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Appunti di viaggio verso Santiago de Compostela</span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2005" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dal 3 all’11 agosto scorsi a fare il Cammino di Santiago, su complessivi 32 partecipanti, gli italiani siamo in sei: sr. Rosmary, Benedetta, Angelo, Delio, Lorenzo, Angelo “baffo”. L’itinerario prevede la partenza da Sarria e la percorrenza dei circa 120 km che separano quest’ultimo centro da Santiago de Compostela, con varie tappe intermedie. Siamo un bel gruppo, oltre a noi italiani ci sono gli amici di Londra, della Spagna e del Portogallo, siamo motivati ed entusiasti di vivere l’esperienza del “Camino”. Incentrato sulla figura e l’opera di S. Daniele Comboni, e in modo particolare del suo Piano per la Rigenerazione dell’Africa, sarà il tema conduttore del campo, che ogni gruppo è incaricato di sviluppare nei vari giorni del cammino. <span id="more-2000"></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_2.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2004" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si parte al mattino presto da Sarria, dove abbiamo pernottato presso la Parrocchia del Rosario e dove abbiamo fatto conoscenza con gli altri partecipanti al viaggio, e si va in direzione di Portomarín (22 km). È ancora buio, c’è silenzio, c’è l’emozione di essere sulla strada, la “via francese”, percorsa da secoli da tanti pellegrini, la consapevolezza di vivere un’intensa esperienza di fede. Siamo ancora ai primi passi e già si intuisce che il pellegrinaggio sarà un percorso di resistenza: gli zaini cominciano a gravare sulle spalle e numerose sono le salite, si fatica ma ancora il passo è svelto e già si cominciano ad incontrare altri pellegrini con i quali ci si saluta e ci si scambia un “buen camino”. Si nota subito come gli uomini e le donne che lo percorrono sono tanti e di tanti tipi, c’è chi va in bici, chi è da solo, chi in gruppo, ragazzi, gente avanti con l’età, ecc. ognuno porta con sé una preghiera fatta con il corpo. Nella sosta intermedia a questo primo tratto di strada ci si riposa, rifocilla e una breve preghiera viene fatta tutti insieme. Il tempo è bello, i luoghi sono splendidi, attraversiamo coltivi, boschi di querce e zone dove si pratica l’allevamento. Arriviamo a Portomarín che è già pomeriggio. Dopo il meritato riposo ci si incontra per sviluppare la tematica del giorno, su “cosa significò il Piano di Comboni per il suo tempo” e, così come si farà anche nei giorni a venire, si partecipa alla S. Messa. A tal proposito stracolma di pellegrini è la chiesa del luogo e viva risulta la celebrazione. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il giorno dopo partenza per Palas de Rei (22 km) sempre di buon mattino, con la giornata che si annuncia bella. Percorso abbastanza facile su strade in buona parte bitumate, anche se comunque il sudore e la sgambata anche in questo tragitto si fanno sentire. Paesaggi sempre unici, uno splendido creato ci circonda e ci fa sentire parte di esso, della Madre Terra, la “Pacha Mama”. L’argomento del giorno è “che cosa apporta il Piano di Comboni al mondo di oggi?”. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_3.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2003" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Giovedì 7 da Palas dei Rei ci dirigiamo verso Arzúa (27 km). Stavolta arriviamo al termine della tappa veramente stanchi e, chi più chi meno, doloranti. Nonostante pause ed esercizi di stretching, fare questo tragitto, in buona parte sotto la pioggia, e sopratutto affrontare le numerose salite presenti ha significato un grande sacrificio. Adesso i piedi, con annesse articolazioni, dolgono veramente e la stanchezza è veramente tanta. Ma resistiamo, sì abbiamo deciso di resistere alle difficoltà del cammino che, come la vita, è pieno di tanti ostacoli e di farci guidare dalla forza dello Spirito. Lungo questo tratto ci soffermiamo in una chiesa di Lavacolla dove accanto alle consuete immagini sacre un particolare Cristo crocifisso attira l’attenzione dei visitatori. Ha una mano non appesa alla croce, una mano che sembra voglia porgere, che voglia dirti “ti solleverò”, che accoglie. Il tema del giorno è “cosa ci invita a fare il Piano di Comboni”, sua illustrazione, lavori di gruppo, discussione. Cena e a nanna con altri 300 pellegrini, nel senso che siamo tutti stipati all’interno di un palazzetto dello sport. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Anche venerdì 8 piove, ci dirigiamo stavolta verso Pedrouzo (21 km). Si cammina spesso su stradine fangose con i piedi oramai costantemente doloranti, si salgono crinali, poi si scendono, si attraversano ruscelli, fantastico! “Santi e capaci per la missione” è l’argomento del giorno. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_4.jpg" target="_blank"><img class="size-thumbnail wp-image-2002 alignright" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Camino2014_4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sabato 9 da Pedrouzo andiamo verso Santiago de Compostela (19 km). Il Cammino oramai volge al termine e tutte le energie residue sono tese a compiere quest’ultimo sforzo. Passiamo dal Monte do Gozo che ha visto “Juan Pablo II Peregrino en Santiago de Compostela” e dove è possibile vedere in lontananza Santiago. Siamo veramente alla fine del viaggio, quale gioia essere arrivati finalmente alla Cattedrale, laddove la tradizione vuole che sia passato l’apostolo S. Giacomo il Maggiore, “Santiago”, di esser riusciti nell’impresa di crescere nella fede, di aver camminato come i discepoli di Emmaus con Gesù accanto, di aver incontrato ed essere stati insieme a tante belle persone.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Magari il Cammino non ha cambiato granché il nostro modo di fare e di pensare, non è stato una folgorazione sulla via di Damasco, però, ecco, è stato un modo un po&#8217; particolare per stare con se stessi, con gli altri, inusuale ed intenso. Ascolti la natura, il corpo, la mente, ascolti la tua anima e ascolti Dio, che è qui, sempre con te. Senti che non ti abbandonerà mai.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sr. Rosmary, Benedetta, Angelo, Delio, Lorenzo, Angelo “baffo”</span></span></p>
<p>
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		<title>Cammino di Santiago per giovani europei</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 18:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative e Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia comboniana]]></category>

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		<description><![CDATA[Organizzato dalla Famiglia Missionaria Comboniana si svolgerà dal 3 all’11 agosto 2014. Esso consiste nel percorrere a piedi il tratto di Camino che va da Sarria a Santiago de Compostela (120 km), e vede la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti d’Europa. Non sarà un semplice trekking ma anche un cammino di ascolto, discussione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Organizzato dalla Famiglia Missionaria Comboniana si svolgerà dal 3 all’11 agosto 2014. </span></span><br />
<span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Esso consiste nel percorrere a piedi il tratto di <em>Camino</em> che va da Sarria a Santiago de Compostela (120 km), e vede la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti d’Europa. Non sarà un semplice trekking ma anche un cammino di ascolto, discussione, riflessione, in cui la Parola di Dio vi occupa un gran posto.</span></span><br />
<span><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;"> </span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/cammino-santiago-2014.pdf" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1718 aligncenter" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Volantino-Santiago-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><span><span style="font-family: Liberation Sans,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per saperne di più clicca sull&#8217;immagine</span></span></span></p>
<p>
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		<title>Progetto Comboni</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 19:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Presso la Scuola Media Statale “L. Pirandello” di Agrigento, si è sviluppato nel periodo 8–11 aprile 2013 il “Progetto Comboni”. L’iniziativa, inserita nella programmazione scolastica su proposta dei Laici Comboniani di Agrigento, ha visto la partecipazione delle Suore Comboniane ed ha interessato diverse classi del suddetto istituto. Nel corso degli incontri con gli studenti, sr. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Progetto-Comboni.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-112 alignleft" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/Progetto-Comboni-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><span style="font-size: small;">Presso la Scuola Media S</span><span style="font-size: small;">tatale “L. Pirandello” di Agrigento, si è sviluppato nel periodo 8–11 aprile 2013 il “Progetto Comboni”. L’iniziativa, inserita nella programmazione scolastica su proposta dei Laici Comboniani di Agrigento, ha visto la partecipazione delle Suore Comboniane ed ha interessato diverse classi del suddetto istituto. Nel corso degli incontri con gli studenti, sr. Mariateresa e sr. Rosmary hanno voluto far conoscere come  nel continente africano molte risorse minerarie sono estremamente importanti per l’occidente e, come spesso accade, per il loro sfruttamento viene meno il rispetto delle persone e dell’ambiente, nonché come in alcuni ambiti sussistano ataviche tradizioni e credenze e come queste siano difficili da sradicare. Una particolare attenzione è stata inoltre dedicata a S. Daniele Comboni, alla sua vita, al suo pensiero, e per questo scopo gli studenti sono stati coinvolti in alcune dinamiche. Attenti e partecipi sono stati gli alunni e motivo di interesse sono stati i temi trattati anche per diversi insegnanti, giudizi favorevoli sono stati espressi pure dalla componente genitori. Esperienza dunque sicuramente positiva da riproporre perché i giovani siano portati a conoscenza di talune problematiche e, nel contempo, abbiano consapevolezza dell’attività missionaria.</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Anna Rita e Angelo Piraneo</span></p>
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		<title>5° Laboratorio della Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di Vita</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 12:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Organizzato dalla Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di Vita si è svolto lo scorso 16–18 novembre a Velletri (Roma), il 5° Laboratorio sul tema “Economia della Felicità”. Al laboratorio hanno partecipato diverse diocesi aderenti alla suddetta Rete Interdiocesana e, segnatamente, per la diocesi di Agrigento vi hanno preso parte alcuni componenti dell’équipe diocesana Nuovi Stili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Organizzato dalla Rete Interdiocesana dei Nuovi Stili di Vita si è svolto lo scorso 16–18 novembre a Velletri (Roma), il 5° Laboratorio sul tema “Economia della Felicità”. Al laboratorio hanno partecipato diverse diocesi aderenti alla suddetta Rete Interdiocesana e, segnatamente, per la diocesi di Agrigento vi hanno preso parte alcuni componenti dell’équipe diocesana Nuovi Stili di Vita, della quale gli scriventi ne fanno parte.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Nel corso dell’incontro in parola, che ha scelto di assumere una forma laboratoriale, cioè di confronto e studio, sui temi della finanza, del bene comune, della legalità, di particolare interesse sono state le relazioni di Leonardo Becchetti e di Aurora Sarcià. Il primo, docente di economia politica presso l’Università Tor Vergata, ha in premessa evidenziato come globalmente sono comuni le questioni riguardanti la povertà, l’ambiente, la crisi del senso della vita, la crisi finanziaria, ed ha dunque svolto un’analisi sulle cause determinanti tale scenario e, quindi, sui rimedi da adottare.<span id="more-433"></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/nuovi-stili-vita_velletri.png" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-435" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/nuovi-stili-vita_velletri-300x226.png" alt="" width="300" height="226" /></a>In breve, le ragioni che determinano l’attuale sistema stanno nella prevalenza dell’<em>homo economicus</em>, ossia dell’uomo che vede nel suo simile un competitore, un rivale, e mira al massimo profitto, sull’uomo che vede nell’altro una persona con cui instaurare una relazione, e dunque sul bene comune. A giudizio del relatore le soluzioni consistono nella lotta all’evasione, nel ridurre il contante in circolazione, in una diversa applicazione dell’IVA, e nel fare nostro uno strumento importante come il “voto col portafoglio”, che si esercita collettivamente e che consiste nell’acquistare prodotti con equo metro sociale e ambientale, mettendo quindi in crisi chi produce sfruttando le persone e le risorse del pianeta, nonché di orientare il risparmio verso istituti etici. Banche e finanza etica, commercio equo e solidale, consumo critico, benché ossimori al sistema vigente, sono oggi capaci di mobilitare energie e idealità, di aggregare persone.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">La teologa Aurora Sarcià ha a sua volta illustrato come le contraddizioni odierne, dovute alla prevalenza del profitto sulla dignità del lavoratore, sono i segni dell’assenza di Dio nell’economia. Ciò si traduce in una crescente disoccupazione, nel lavoro nero, nello sperpero delle amministrazioni pubbliche, nelle mafie, nell’immigrazione, nell’inquinamento e sconvolgimento della natura, ecc. Citando una frase di Giovanni Paolo II: “Lo sviluppo deve essere comune in tutto il mondo oppure diviene retrocessione”, la teologa ha quindi evidenziato come per far fronte all’attuale stato di crisi bisogna, in sintesi, che ogni uomo viva in modo dignitoso e nel rispetto della natura, nel credere che il fine della vita non è il denaro, ma che quest’ultimo è solo un mezzo, nel riscoprire il bene comune, nella condivisione ed equa distribuzione delle risorse del pianeta.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">In questo contesto la Chiesa non può stare a guardare ma è chiamata a recuperare il volto etico e ad incidere con decisione sui mali esistenti. Dovrà allora costruire e sensibilizzare le comunità cristiane sulle suddette questioni, fare catechesi reale e non astratta (cittadinanza, lavoro, ecc.), far sentire forte la sua voce, realizzare progetti per la pastorale sociale come ad esempio “Policoro”, essere vicina alla gente, adottare una pastorale che guardi al sociale.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ai suddetti interventi è seguito un dibattito di cui degno di particolare attenzione è l’aver voluto sottolineare come non bisogna aspettarsi che il mondo cambi dall’oggi al domani, bensì che bisogna avere la pazienza e la serenità del seminatore. Così come da programma del laboratorio si sono successivamente svolti lavori di gruppo sino a un incontro plenario e ad un confronto finale sui temi del laboratorio, in cui ciascuna area della Rete Interdiocesana ha indicato le piste pastorali che si intendono seguire. Momento culminante delle giornate di Velletri è stata la S. Messa presieduta da Mons. Angelo Casile.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Anna Rita e Angelo Piraneo</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">LMC Agrigento</p>
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		<title>Piccoli missionari crescono</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 06:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[“S. Daniele Comboni”, si chiama così il gruppo di ministranti nato lo scorso 22 aprile presso la parrocchia S. Maria degli Angeli di Agrigento. Si è voluto così chiamarlo perché i piccoli chierichetti seguano il suo carisma, cioè crescano nella fede e camminino con spirito missionario verso i più deboli. I bambini e le bambine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-size: small;">S. Daniele Comboni”, si chiama così il gruppo di ministranti nato lo scorso 22 aprile presso la parrocchia S. Maria degli Angeli di Agrigento.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Si è voluto così chiamarlo perché i piccoli chierichetti seguano il suo carisma, cioè crescano nella fede e camminino con spirito missionario verso i più deboli.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">I bambini e le bambine ministranti nel percorso di formazione al ministero sono stati seguiti dai laici missionari comboniani di Agrigento, nella convinzione che l’adesione al Vangelo e il far dono di sé stessi debba aver inizio dalle giovani generazioni.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Si tratta di 12 ragazzi/e di età compresa fra 7 e 12 anni che serviranno Messa e che, come hanno voluto sottolineare al convegno diocesano ministranti del 25 aprile, sicuramente svilupperanno un cuore grande da donare al fratello.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Anna Rita e Angelo Piraneo</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">laici missionari comboniani Agrigento</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"><span id="more-420"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_1327.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-422" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_1327-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_1310.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-421" style="margin: 5px 10px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/100_1310-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Pellegrini di giustizia in Palestina</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 17:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[Agrigento, 9 settembre 2011 &#160; Viaggiano veloci sulle autostrade di Israele i pullman carichi di pellegrini in visita dei Luoghi Santi. Anche noi, Pellegrini di Giustizia, grazie al Movimento Cattolico Internazionale per la Pace “Pax Christi”, viaggiamo per conoscere la Terra Santa, ma anche per incontrare persone e vedere luoghi normalmente al di fuori dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><span style="font-size: small;">Agrigento, 9 settembre 2011</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Viaggiano veloci sulle autostrade di Israele i pullman carichi di pellegrini in visita dei Luoghi Santi. Anche noi, Pellegrini di Giustizia, grazie al Movimento Cattolico Internazionale per la Pace “Pax Christi”, viaggiamo per conoscere la Terra Santa, ma anche per incontrare persone e vedere luoghi normalmente al di fuori dei comuni tour. Eccolo il muro alto e grigio costruito dagli israeliani, i check-point, i divieti imposti ai milioni di persone che vivono nei territori occupati, ma ecco anche la speranza, il coraggio della resistenza pacifica, la dignità del popolo di Palestina.<span id="more-448"></span></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/muro.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-451" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/muro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Fatma abita a Betlemme e la sua casa è cinta dal “muro”, che isola l’edificio circondandolo in una morsa soffocante, non c’è angolo da cui non si scorga. “Più di una volta è successo che i militari israeliani ci svegliassero in piena notte sfondando la porta d’entrata – racconta Fatma – poi ci richiudevano in una stanza mentre loro mettevano tutto a soqquadro”. Anna è nata a Roma e per amore si è trasferita a Betlemme, vedova. Il marito Abdul, colto da malore, non ha potuto ricevere le cure necessarie a causa della lunga attesa al check-point. Ahmed è un giovane di Hebron che ci accompagna per le vie della rumorosa e caotica cittadina, che a primo impatto appare frenetica, in cui le voci dei venditori nel su</span><span style="font-size: small;">q</span><span style="font-size: small;"> si mescolano ai clacson delle auto, dove si avverte forte il profumo di spezie, che pulsa. Nel cuore della città un check-point divide Hebron in H1, la parte palestinese, e H2, l’insediamento dei coloni israeliani. Da quest’ultima parte le strade sono deserte, i negozi forzatamente sigillati, nessun odore, nessun rumore. Nel cuore di Hebron non c’è più vita. At-Tuwani è un villaggio a sud di Hebron dove abitano circa 300 persone. Vicina c’è la colonia ebraica di Ma’on, insediatasi su terreni dei palestinesi. Gli attacchi dei coloni ebrei nazional-sionisti ai palestinesi non si limitano all&#8217;abbattimento di piante di ulivo, all&#8217;avvelenamento dei greggi di pecore, dei terreni coltivati e della cisterna dell&#8217;acqua, all&#8217;aggressione dei pastori mentre sono al pascolo, ma arrivano fino all&#8217;aggressione fisica dei bambini che dai villaggi vicini ogni giorno si recano a piedi alla scuola di At-Tuwani. La scelta del villaggio è di reagire in modo nonviolento a questi soprusi: se una loro casa viene abbattuta, la si ricostruisce, se un pastore viene aggredito nei campi, il giorno dopo ritorna accompagnato da altre persone, se la strada viene chiusa con la posa di blocchi di pietra, le persone si riuniscono per rimuoverle. I giovani volontari dell’Operazione Colomba condividono la vita quotidiana con la gente del villaggio e svolgono il ruolo di osservatori internazionali. Ad Aboud, villaggio di 1200 abitanti a nord-est di Ramallah, il muro si trasforma in chilometri di filo spinato ma non perde la sua essenza disumana. Ma, come accade in altri territori di questa terra, non separa solo israeliani da palestinesi, qui ad Aboud </span><span style="font-size: small;">separa i palestinesi dalle loro scuole e dai loro campi. A Betania, quartiere di Gerusalemme, nel 2004 il muro è entrato nella casa delle Suore Comboniane tagliando fuori i bambini palestinesi che frequentavano la relativa scuola, divenuta dunque una fortezza inespugnabile.</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: small;">Avremmo ancora tanto altro da raccontare su ciò che abbiamo visto e sentito dal 24 agosto all’1 settembre scorsi: delle bypass road, comode strade dove possono andare solo le auto munite di targhe gialle, israeliane, che evitano di attraversare gli abitati palestinesi, degli altri incontri, delle famiglie che ci hanno ospitati e della loro vita, dei luoghi santi, ecc. Vogliamo solo ricordare padre Manuel, parroco a Gaza, una striscia di terra martoriata, per il quale “è giunto il momento che il mondo imponga una pace concreta, fatta di giustizia, verità, perdono”, la basilica della natività, luogo di intensa suggestione e del Gesù vivente, venuto per abitare e condividere l’esperienza umana, dei tanti bambini che abbiamo incontrato, della donna beduina che vegliava il suo piccolo di qualche giorno di vita e che con un gesto semplice ci ha fatto conoscere più di tante parole e ci ha testimoniato che «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» </span>(Mt 28,20).</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-size: small;">Anna Rita e Angelo Piraneo</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-size: small;">laici missionari comboniani Agrigento</span></p>
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		<title>Report Lampedusa, 4 e 5 giugno 2011</title>
		<link>http://www2019.laicicomboniani.it/report-lampedusa-4-e-5-giugno-2011/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 12:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laicicomboniani.it/?p=439</guid>
		<description><![CDATA[Sono lì, chi seduto, chi conversa, chi è solo, ci guardano, accenniamo un saluto, qualcuno risponde ed accenna persino un sorriso. È il CIE di Lampedusa. Ad Imbriacola, comprese donne e bambini sono circa 200. C’è calma, ma solo apparente: veniamo a sapere di atti di autolesionismo per non essere rimpatriati, di aggressioni a forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Sono lì, chi seduto, chi conversa, chi è solo, ci guardano, accenniamo un saluto, qualcuno risponde ed accenna persino un sorriso. È il CIE di Lampedusa. Ad Imbriacola, comprese donne e bambini sono circa 200. C’è calma, ma solo apparente: veniamo a sapere di atti di autolesionismo per non essere rimpatriati, di aggressioni a forze dell’ordine, di etnie tenute attentamente separate per garantire la pacifica convivenza.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Apprendiamo che nei giorni dell’“invasione” accanto ai lampedusani che si prodigavano per aiutare i migranti, tanti si sono rinserrati in casa od hanno vissuto quei giorni proprio come un’invasione. Testimoni raccontano di porte sfondate, finestre in frantumi, altri ci dicono di uomini e donne arrivati decentemente vestiti e in pochi giorni trasformatisi in barboni, qualcuno li ha accolti in casa, tanti li hanno aiutati. Ricambiavano con un sorriso.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Dalla viva voce del responsabile della guardia costiera in quei giorni, veniamo a sapere che il rifiuto di alcuni isolani è consistito anche nell’impedire l’attracco dei mezzi della guardia costiera con sopra decine di migranti salvati in mare; quando l’imbarcazione non riusciva ad ormeggiare e, quindi, tentava di raggiungere l’altro lato della banchina, da qual lato si spostavano, correndo, quanti si opponevano allo sbarco, il tutto per ore ed ore.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ovunque pattuglie delle forze di polizia, isola attentamente sorvegliata, che sia per questo che i turisti non arrivano? Nella notte del 4 giugno 5 migranti minorenni vengono fermati in via Roma con un ingente, forse esagerato, spiegamento di mezzi ed uomini, sono quindi perquisiti, rispediti nel CIE.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Nessuno sbarco il 4 e 5 giugno 2011.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Segnaliamo e ci fa piacere che l’Arcivescovo di Agrigento, don Franco, in questi due giorni sia stato a Lampedusa (si fermerà anche oltre) ed, ancor di più, che nell’omelia della scorsa domenica, così abbia detto: “Andate a votare. Ricordate che l’acqua è un bene di tutti”.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Anna Rita e Angelo Piraneo</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">laici missionari comboniani Agrigento</p>
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		<title>Incontro con p. Andrés Tamayo</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 06:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agrigento]]></category>

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		<description><![CDATA[14 aprile 2011 &#8211; Arriviamo ad Agrigento a notte fonda, domani giornata “campale”. 15 aprile 2011 &#8211; Al mattino siamo al Liceo Classico “Empedocle”, ci sistemiamo e pian piano arrivano i ragazzi e le ragazze e qualche professore che riempiono l’aula magna. Inizia Daniele che pone l’accento su come in Honduras al momento ci siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">14 aprile 2011 &#8211; Arriviamo ad Agrigento a notte fonda, domani giornata “campale”.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">15 aprile 2011 &#8211; Al mattino siamo al Liceo Classico “Empedocle”, ci sistemiamo e pian piano arrivano i ragazzi e le ragazze e qualche professore che riempiono l’aula magna. Inizia Daniele che pone l’accento su come in Honduras al momento ci siano due mondi: il mondo falso di cui si ha notizia perché chiamato “isola dei famosi”, con finti naufraghi che vivono su una spiaggia attentamente difesa dalla polizia, ed il mondo reale fatto da un potere che schiaccia ed opprime, che uccide, da un livello enorme di povertà, da diritti umani violati, vicende di cui poco si conosce. Segue il film che descrive gli avvenimenti accaduti negli ultimi anni, con immagini di repressione, di violenze sugli indifesi, e che mostra l’anelito di giustizia e di libertà di un popolo. C’è silenzio nell’aula, i ragazzi e le ragazze sono attoniti. Prende la parola Andrés, ma prima una televisione locale vorrebbe intervistarlo, eppure lui dice di no perché il suo posto e lì fra gli studenti. Parla della sua vita, di ciò che succede in Honduras; parla di come dopo il colpo di Stato del 2009 il “potere” ha più volte tentato di zittirlo, di ucciderlo. Dice che il suo posto è in Honduras, con il “pueblo”, per marciare insieme a loro, per difenderlo, per lottare per la giustizia sociale. Andrés afferma di essere stato allontanato dal Paese dopo essere stato uno dei più vicini collaboratori del legittimo Presidente Manuel Zelaya con cui ha passato giorni asserragliato nell&#8217;ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. Ha visto molti amici morire sotto i colpi dei cecchini inviati dall&#8217;illegittimo Presidente Micheletti, messo lì dagli Usa e dalle multinazionali straniere. Mostra un’immagine con diversi volti e si sofferma, in particolare, sul volto del militare responsabile di brutali repressioni e del Cardinale Maradiaga, Presidente di Caritas Internationalis e considerato papabile dopo Giovanni Paolo II, che vuole tenere la chiesa honduregna separata dalle problematiche sociali. Oggi l&#8217;Honduras rischia di diventare uno stato serbatoio per le grandi nazioni, soprattutto per gli Usa, e per le multinazionali che vogliono così impossessarsi delle risorse del Paese. Andrés è convinto che lottando le cose possano cambiare.<span id="more-414"></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/gruppo-con-Tamayo-ad-Agrigento.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-417" style="margin: 5px;" src="http://www.laicicomboniani.it/wp-content/uploads/gruppo-con-Tamayo-ad-Agrigento-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nel pomeriggio andiamo al Polo Universitario di Agrigento, facoltà di Servizio Sociale. Andrés sceglie di dare al discorso un taglio coerente con il corso di studi in questione e di approfondire le trasformazioni sociali derivate dal golpe, quali siano le istanze del popolo honduregno e come viene condotta la lotta per il riscatto sociale. Chiarisce, in particolare, che una rete di gruppi, associazioni, movimenti, sono attivi perché possano avvenire delle trasformazioni: essi partono dal basso e operano con metodi non violenti.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Alla sera è organizzata una veglia presso la chiesetta di S. Maria degli Angeli, in cui sono proposti brani dell’Esodo e del Vangelo di Luca, e dove ricordiamo i missionari martiri, l’assurda e atroce uccisione di Vittorio Arrigoni ed ascoltiamo la testimonianza di Andrés. All’inizio del suo ministero sacerdotale Andrés si è accorto che la chiesa era frequentata da poche persone, poi ha capito che bisognava andare fuori dal tempio, fra la gente, lì dove c’è Dio. Come il Buon Pastore, cioè come Colui che dà la propria vita per le proprie pecore, è necessario condividere la propria vita con la gente perché è lì che Dio si trova, nella sofferenza e nella povertà, nella gioia e nel dolore. Andrés ama la sua chiesa, ma la chiesa non comprende questa sua vocazione di stare e di lottare per il “pueblo” e perciò sono sorti dei problemi con l’istituzione ecclesiale honduregna ed il suo Cardinale. Egli non intende chiudersi all’interno delle mura protettive della parrocchia ma si sente unito alle sorti della gente e, se necessario, è pronto a dare la propria vita. Chi è Tamayo? Una persona che crede nella chiesa, nel servizio verso il “pueblo”, uno che ha scelto come guida il Signore.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Grazie Andrés per il tuo impegno e la tua testimonianza, buon cammino e che il Signore ti benedica. Ciao.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Anna Rita e Angelo Piraneo</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">laici comboniani Agrigento</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">p.s. dopo tanto “lavoro” il 16 ci siamo presi il lusso di visitare la Valle dei Templi.</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
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